Gedenkstätte Deutscher Widerstand – Le donne nella resistenza tedesca

Come titolo, forse per noi italiani suona strano, perche’ ci hanno da sempre insegnato che in Germania non ci fu una reale resistenza al nazismo, mentre….noi “brava gente” abbiamo avuto i partigiani. Comunque con la parola “resistenza” non bisogna collegarla alla lotta armata sulle montagne bensi’ ad un significato piu’ ampio e politico.

"Guerra alla guerra imperialista!" manifesto della federazione dei giovani comunisti (1929)

In Germania ci sono stati molti di gruppi di differente provenienza politica, sociale , culturale che si opposero al nazismo sin da prima dell’ascesa al potere di Hitler, la maggior parte delle persone erano attivisti politici, intellettuali, appartenti ai vari movimenti dei lavoratori.

Quando Hitler ando’ al potere vennero sistematicamente “annientati”, perseguitati, costretti all’esilio, uccisi. Molti esiliati continuarono la lotta contro il nazismo anche semplicemente documentando su cio’ che stava accadendo in Germania.

A Berlino ci sono molti siti che raccontano questo periodo storico e uno di questi e’ il Gedenkstätte Deutscher Wiederstand (Memoriale della resistenza tedesca), questa fondanzione gestisce altri tre memoriali: Gedenkstätte Plötzensee, Museum Blindenwerkstatt Otto Weidt (museo del laboratorio dei ciechi di Otto Weidt) e Gedenkstätte Stille Helden (memoriale degli eroi silenziosi).

"i giovani lavoratori lottano nell'azione antifascista"

Il Gedenkstätte Deutscher Wiederstand si trova nella zona in cui sono situate quasi tutte le ambasciate nel quertiere di Mitte.

La documentazione e’ vasta e ben dettagliata. Le donne erano parte importante e attiva nell’azione contro il nazismo.

il giornale "Bandiera rossa" con titolo: "Siate uniti, uniti contro Hitler"

Ne ho selezionate solo alcune e le loro brevi biografie danno comunque un’idea di cosa e’ stata la resistenza durante il nazismo, che tipo di resistenza e del contesto storico. Non ho inserito Sophie Scholl che grazie al film “La Rosa Bianca – Sophie Scholl” uscito nel 2005, e’ conosciuta ora anche in Italia; nel Gedenkstätte c’e’ un’intera sezione dedicata a lei e al gruppo „Weiße Rose”.

Irma Goetze 

Era membro dell’organizzazione anarcosindacalista “Freien Arbeiter Union Deutschlands” (FAUD – “Unione tedesca dei lavoratori liberi”) e attiva anche in un gruppo di giovani oppositori “Leipziger Meute”. Agiva anche come corriere.

Nel 1936 prese parte alla guerra civile in Spagna e a Barcellona si dedico’ al lavoro politico per conto degli anarco-sindacalisti tedeschi. Nel 1937 venne arrestata dalla polizia segreta sovietica e portata in un carcere femminile. Nel 1939 emigra in Francia ma un anno dopo venne arrestata come “straniera nemica” e consegnata alla Gestapo. Condannata all’ergastolo, dopo due anni di carcere viene deportata nel campo di concentramento di Ravensbrück dove incontra sua madre. Entrambe sono sopravvissute.

Hilde Meisel

Gia’ all’eta’ di 15 anni scriveva per il giornale del “Interanationalen Sozialistischen Kampfbundes”. Nel 1933 viveva a Londra dove cerco’ di prendere contatti con altri oppositori al nazionalsocialismo e, con documenti falsi, ando’ piu’ volte in Germania per trasmettere informazioni. Nel 1945 venne uccisa da una pattuglia tedesca al confine con la Svizzera.

Dora Schaul

Dora Davidsohn (Schaul e’ il cognome del secondo marito che sposo’ nel 1941) emigro’ ad Amsterdam nel 1933 e attraverso Alfred Benjamin (che poi sposera’) si iscrive nel partito comunista.

Nel 1934 andarono in esilio in Francia. Fino a prima dell’inizio della guerra, Dora Davidsohn non era in possesso di un documento d’identita’ valido e per questo motivo venne arrestata. Riusci’ a fuggire dal carcere nel 1942 e a prendere contatti con il partito comunista a Lione. Usando documenti falsi inizio’ a lavorare per l’ufficio di servizi tedesco e in questo modo poteva impossessarsi di informazioni importatnti e ad inoltrarle ai vari gruppi della resistenza. Torno’ in Germania dopo il 1946.

Erika Mann

Era la figlia maggiore di Thomas Mann. Quando i nazisti salirono al potere, Erika Mann fuggi’ in Svizzera e insieme a Therese Giehse creo’ il cabaret politico-letterario “Die Pfeffermühle” con successo anche all’estero.

Nel 1936 emigro’ negli Stati Uniti iniziando a scrivere articoli sulla situazione in Germania e occupandosi del supporto agli esiliati tedeschi in USA. Lavoro’ in seguito come corrispondente di guerra per la BBC inglese e per diversi giornali americani. Finita la guerra torno’ in Germania in qualita’ di corrispondente in merito al processo di Norimberga.

Nel 1952 si trasferi’ definitivamente in Svizzera dopo che le autorita’ americane non le concessero il visto perche’ sospettata di essere comunista.

Anna Seghers

Entro’ nel KPD (partito comunista tedesco) alla fine degli anni ’20 e fu una delle fondatrici della Federazione degli scrittori proletari rivoluzionari.

Dopo l’arresto, nel 1933 fuggi’ in Francia dove scrisse romanzi sugli esiliati e gli oppositori al nazionalsocialismo. Nel 1940 fu costretta a lasciare la Francia ed emigro’ in Messico dove pubblico il libro “Das siebte Kreuz” (La settima croce). Questo romanzo divento’ molto famoso nella DDR come capolavoro realsocialista; Anna Seghers divento’ presidentessa dell’unione degli scrittori della DDR dal 1958 al 1972.

Nel 1944 “Das siebte Kreuz” divento’ anche un film ad opera del regista austriaco (emigrato negli Stati Uniti) Fred Zinnemann. “The seventh cross“.

Gertrud Baer

Negli anni ’20 era un’attivista dell’organizzazione pacifista internazionale “Frauenliga für Frieden und Freiheit”  (Lega delle donne per la pace e la liberta’), si occupava in particolare di antimilitarismo e dei diritti delle donne.

Fino al 1933 l’organizzazione pote’ riunirsi regolarmente, in seguito la maggior parte delle 5000 iscritte vennero perseguitate dai nazisti o costrette all’esilio. Gertrud Baer emigro’ a Ginevra dove continuo’ a fare attivita’ di informazione sulla situazione in Germania per conto della Frauenliga für Frieden und Freiheit americana fino al 1981, anno della sua morte.

Ursula Goetze

Entro’ nella federazione dei giovani comunisti durante il liceo e per questo motivo nel 1933 venne arrestata. Continuo’ ad avere contatti con gruppi comunisti e ad occuparsi dei persaguitati per ragioni razziali e politiche.

Nel 1942 venne arrestata mentre faceva attacchinaggio e condannata a morte, l’esecuzione avvenne a Plötzensee.

Photo credit: Gedenkstätte Deutscher Widerstand


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